
Si è spenta oggi a Miami la regina dell’architettura a causa di un attacco cardiaco, durante una degenza ospedaliera per bronchite. Zaha Hadid, la prima donna – nel 2004 – a vincere il premio Pritzker, che per l’architettura equivale al premio Nobel, era nata a Bagdad il 31 ottobre 1950. L’architetto iracheno, al comando dello studio Zaha Hadid Architects, ha lasciato la sua firma in tutto il mondo, in Italia il suo estro creativo è leggibile nel Maxxi di Roma e negli edifici residenziali milanesi di City Life.
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell’architetto tra gli interpreti più significativi nella scena mondiale del decostruttivismo in architettura:
«Gli architetti italiani ricordano i moltissimi i progetti realizzati da quel talento assoluto che era Zaha Hadid che si era fatta apprezzare anche nel nostro Paese. Architetto che ha sempre forzato i confini dell’architettura e dell’urbanistica, Zaha Hadid nel suo lavoro ha sperimentato nuovi concetti di spazio che intensificano il panorama urbano esistente nella ricerca di un’estetica visionaria che comprenda tutti i campi del design, passando dalla dimensione urbana ai prodotti, dagli interni all’arredamento».