
Nel 2020 le emissioni di CO2 sono state superiori del 18% rispetto a quanto previsto per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione Europea. Questi sono alcuni dei dati rilevati dall’Healthy Buildings Barometer, strumento di indagine che dal 2015 analizza lo stato di salute degli edifici europei.
L’edizione 2024 dell’Healthy Buildings Barometer, sviluppata da Bpie (Buildings Performance Institute Europe), e finanziata dal Gruppo Velux, ha analizzato tutte le principali tipologie edilizie, in particolare, abitazioni, scuole ed ospedali, fornendo informazioni sulla loro condizione e sulla salute di chi vive o trascorre del tempo in quegli spazi.

«Trascorriamo mediamente il 90% del nostro tempo in luoghi chiusi, di conseguenza garantire ai cittadini l’accessibilità a edifici che ne favoriscano la salute fisica e mentale dovrebbe essere una priorità dell’agenda politica» – ha dichiarato Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager Velux Italia – «Con l’Healthy Buildings Barometer vorremmo ispirare, anche in Italia, processi decisionali virtuosi a beneficio di un nuovo modello integrato di progettazione e riqualificazione delle principali tipologie edilizie pubbliche e private, dove si considerino unitamente efficienza energetica, sostenibilità economica, salute e benessere abitativo degli occupanti».

Healthy Buildings Barometer: un europeo su 4 vive in edifici in cui la qualità dell’aria e della luce naturale non raggiungono i requisiti igienico-sanitari previsti dalle norme
Il costo della riqualificazione dell’intero patrimonio immobiliare inefficiente dell’Unione Europea potrebbe essere recuperato in soli 2 anni, e potrebbe far risparmiare 194 miliardi di Euro in beni sociali equivalenti (come meno giorni di malattia, maggiore produttività nei luoghi di lavoro, maggiore rendimento nelle scuole, ecc.). Senza tralasciare che ci consentirebbe di soddisfare gli obiettivi fissati dalla Legge Europea sul clima: ad esempio, guardando all’Italia, i dati Eurostat più recenti ci comunicano che il ritmo annuale di ristrutturazione è dello 0,3% a fronte di un 3% richiesto per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica entro 2050.
Educare i cittadini, costruire e ristrutturare rispettando le norme esistenti, applicare politiche che abbiano una visione anche a lungo termine, garantirebbe non solo un sensibile miglioramento delle condizioni abitative dei cittadini europei, ma anche un maggior benessere psicofisico.