
Il Governo stanzia ancora 64 milioni di euro per sostenere la ristrutturazione delle infrastrutture scolastiche. Dal 2014 a oggi realizzati 13.500 dei quasi 18mila interventi finanziati. Secondo l’Anagrafe dell’Edilizia scolastica, report presentato ad agosto del 2015, sono oltre 42mila gli edifici scolastici in Italia, di cui 33.825 attivi e più della metà (il 55%) costruito prima del 1976. Strutture a volte obsolete che progressivamente si stanno adeguando alle nuove esigenze: il 71% degli edifici scolastici ha iniziato a dotarsi di accorgimenti per superare le barriere architettoniche (accesso con rampe, porte di larghezza minima di 90 cm e servizi igienici per disabili) mentre nel 58% dei casi sono state implementate soluzioni a risparmio energetico come zonizzazione dell’impianto termico (64%), vetri doppi (62%), pannelli solari (46%). Per proseguire su questa strada, è stata prorogata fino al 30 novembre 2016 il Decreto Legge 42/2016, meglio conosciuto come Scuole Belle, capitolo del programma di edilizia scolastica del Governo che negli ultimi due anni ha rilanciato e finanziato le attività di manutenzione e ristrutturazione di centinaia di edifici scolastici: «Abbiamo approvato la proroga del programma Scuole Belle – spiega il ministro Stefania Giannini –. Dal 2014 a oggi sono stati 17.815 gli interventi finanziati, di cui 13.500 già conclusi».


Se l’attenzione del Paese sul tema dell’edilizia scolastica è cresciuta, alcuni vecchi problemi rimangono. Il Rapporto Ecosistema scuola 2015 di Legambiente e il Rapporto su Sicurezza, qualità e accessibilità a scuola 2015 di Cittadinanzattiva, infatti, parlano chiaro: il 39% delle scuole necessita di una manutenzione urgente, una su cinque (21%) presenta lesioni strutturali e solo il 35,5% ha la certificazione antincendio, poco più di una scuola su tre possiede il certificato di agibilità statica (38%) e quello di agibilità igienico-sanitaria (35%). Il podio delle città con le migliori strutture scolastiche d’Italia? Nell’ordine, Trento, Reggio Emilia e Forlì (dati del XVI Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente).

L’asilo verde a zero emissioni
Proprio in provincia di Trento, a Martignano, è stato realizzato il nuovo asilo nido, una struttura integrata con il paesaggio, che a settembre ospiterà 45 bambini.

L’edificio è costruito con una struttura a pannelli di legno prefabbricati, che garantiscono i più alti livelli di contenimento energetico e di sostenibilità previsti dal regolamento tecnico per le nuove costruzioni Arca Case Legno di Trentino Sviluppo. Ben precise e mirate le scelte progettuali e impiantistiche come l’utilizzo di materiali rinnovabili ad alta efficienza energetica e di vetrate isolanti di ultima generazione; la realizzazione di un manto di copertura di tipo verde estensivo e il recupero delle acque meteoriche; l’impiego di un impianto di ventilazione controllato con recuperatori di calore che assolvono un fabbisogno di energia primaria globale annuo di soli 3 kwh/mc, nettamente inferiore al valore previsto dalla legge provinciale per la classe energetica A+ (9 kwh/mc), fornendo aria fresca, pulita, priva di polvere e polline.

La nuova struttura potrà ottenere, a fine lavori, la certificazione Arca – livello Platino. Grazie anche ad alcune soluzioni tecnico-impiantistiche, con il riutilizzo delle energie rinnovabili naturalmente prodotte, il nuovo edificio non ha bisogno di allacciamento alla rete di distribuzione del gas metano. I consumi annuali e le emissioni di CO2 in atmosfera saranno così annullati configurando il nuovo asilo nido di Martignano come edificio a bilancio energetico pari a zero (Zero Emission).

Una scuola tra le alpi in classe a+
Tra le alpi bellunesi si trova la scuola d’infanzia in classe A+ di San Vito di Cadore, con asilo nido e scuola di musica annessa. Per il progettista della realizzazione, l’architetto Valentino Stella, fondamentale l’integrazione con l’ambiente: «La progettazione architettonica è stata sviluppata considerando le relazioni fra la scuola, la comunità e il territorio. Lo spazio aperto e la prossimità a vaste aree naturali qui sono una dimensione pervasiva, intimamente connessa alle attività dei residenti».

Uno degli aspetti interessanti del progetto risiede nel basso consumo energetico dell’edificio, dovuto all’elevata coibentazione della struttura. Il fabbricato, infatti, in base alla forma e all’orientamento permette di captare la radiazione solare invernale, garantendo sistemi di produzione, accumulo e distribuzione energetica improntati all’uso di energie alternative. I sistemi adottati inoltre, permettono il recupero di calore a bassa temperatura, consentendo all’edificio di necessitare di una ridotta quantità di energia per il suo funzionamento. Il complesso scolastico è stato concepito per contenere le dispersioni termiche e orientato allo sfruttamento passivo dell’energia solare in inverno grazie a superfici vetrate prevalentemente a sudest e sudovest, dotate di schermatura estiva. Le strutture che costituiscono l’involucro dell’edificio sono caratterizzate da elevate prestazioni di isolamento termico grazie all’utilizzo di un materiale tradizionale e allo stesso tempo innovativo come il laterizio, infatti «grazie al sistema di rettifica dei laterizi Wienerberger — osserva l’architetto Stella — è stato possibile raggiungere i requisiti di isolamento, di inerzia termica e di traspirabilità prescritti dagli obiettivi di efficienza energetica della costruzione in classe A+ con un consumo annuo di 6,6 KWh/mc anno». Infine sono stati installati un sistema di ventilazione meccanica controllata e caldaie a condensazione collegate in batteria che producono energia ad alto rendimento, con basse emissioni in atmosfera.
L’asilo più bello del mondo rinasce dal terremoto
Trasferendoci in Emilia Romagna troviamo quello che per molti, e soprattutto per i bimbi di Guastalla (RE), è l’asilo più bello del mondo. Firmato dal noto architetto Mario Cucinella e inaugurato a settembre 2015 nel comune colpito dal sisma del 2012, l’asilo può accogliere 120 bambini. Sostenibilità e sicurezza sismica sono le parole chiave dell’edificio, curato nella parte strutturale da Rubner Holzbau e realizzato in soli 6 mesi con materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale.

La struttura portante è composta da telai di legno lamellare che garantiscono la massima sicurezza rispetto alle alte sollecitazioni sismiche rilevate in Emilia Romagna. Grande attenzione è stata posta anche alla sostenibilità energetica: l’edificio, in classe A, è dotato di un innovativo impianto per il recupero dell’acqua piovana per una riduzione del 57% della domanda idrica e, grazie ai pannelli fotovoltaici e solari termici istallati in copertura, riesce ad autoprodurre il 45% del proprio fabbisogno energetico riducendo al minimo il ricorso a impianti meccanici. «La costruzione di ambienti per i più piccoli può essere uno spunto di riflessione sul ruolo dell’architettura — ha dichiarato Cucinella — che non è solo materia da riviste patinate ma può diventare strumento educativo: lo spazio condiziona i comportamenti e bambini cresciuti in un ambiente confortevole, stimolante, adatto alle loro esigenze saranno adulti più consapevoli».
Modelli scolastici nord europei e alta connettività
Ultimo, ma solo in ordine di citazione, l’esempio del comune parmense di Felino che nel 2004 aveva lanciato un concorso nazionale per l’incarico di progettazione del nuovo polo scolastico.

Vincitore tra i 100 progetti presentati è stato lo studio Continiarchitettura, già autore del centro sportivo Lauro Grossi a Parma, una delle più grandi strutture in legno lamellare realizzate in Italia. La struttura progettata per il comune di Felino comprende una scuola primaria e una secondaria inferiore per 400 bambini, un piccolo palazzetto dello sport, un auditorium, una mensa e spazi per uso collettivo. Inaugurata nel 2012 la scuola primaria, moderna e all’avanguardia, ha preso a modello l’edilizia scolastica dei Paesi del Nord Europa, con una forte relazione tra infrastrutture urbane e verde pubblico. Edificata con l’uso di materiali ecocompatibili, la scuola è dotata di riscaldamento a pavimento e di soffitti fonoassorbenti, il 70% del fabbisogno energetico è coperto dall’impianto fotovoltaico. Il tema della luce naturale e della permeabilità tra interno ed esterno sono punti centrali del progetto, come testimoniato dalla disposizione degli spazi attorno a un grande atrio centrale a doppia altezza con tre lucernari e dagli ampi affacci vetrati nelle aule.

La costruzione, interamente a secco, ha previsto la realizzazione di pareti, solai e copertura in pannelli di legno multistrato, che assicurano eco-sostenibilità e sicurezza antisismica, grande attenzione anche all’isolamento della copertura piana ventilata con alte performance termiche, acustiche e di reazione al fuoco grazie l’applicazione di innovativi pannelli isolanti Isover. Il progetto, realizzato secondo i più elevati standard, ha ottenuto anche importanti riconoscimenti come la certificazione categoria Classe A CasaClima e il primo premio nella categoria edilizia pubblica non residenziale del concorso nazionale 2012 “Sostenibilità ambientale e sociale per il Comune – Efficienza energetica e innovazione nell’edilizia” promosso da Ancitel Energia e Ambiente. Tra i plus della scuola di Felino anche asset tecnologici avanzati, come la presenza della connessione a banda larga su rete a fibra ottica grazie al programma Schoolnet della regione Emilia Romagna volto a favorire l’insegnamento multi-disciplinare e l’utilizzo delle tecnologie telematiche per la didattica.