Fondo per la progettazione Cdp ancora tutto da utilizzare

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La Corte dei Conti nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato fa presente che il Fondo rotativo per l’attivazione della progettualità degli enti locali e territoriali istituito dalla Legge Finanziaria 1996 e gestito da Cassa depositi e prestiti è ampiamente sottoutilizzato. Nel 2014, infatti, le somme richieste a titolo di concessioni di anticipazioni sono notevolmente diminuite rispetto al 2013, mentre le erogazioni sono diminuite in modo meno evidente rispetto al precedente anno. Nel 2014 sono state presentate 29 domande per l’erogazione del finanziamento con un grado di accoglimento del 100%; i soggetti beneficiari dei finanziamenti (per i quali è stata effettuata nell’anno l’erogazione parziale o totale del finanziamento) sono stati otto, con un tempo medio di erogazione di otto giorni lavorativi dal ricevimento della documentazione completa. Il tasso di erogazione del capitale rispetto alle somme disponibili è stato pari al 0,22 per cento. Uno strumento istituito quasi vent’anni fa e che non viene utilizzato come dovrebbe: un episodio che deve far riflettere su come spesso non sono i fondi a mancare, ma la conoscenza degli strumenti per utilizzarli.

Il Fondo rappresenta uno strumento di attivazione della progettualità degli enti locali e territoriali, per incentivare la realizzazione di progetti effettivamente cantierabili, razionalizzando e accelerando la spesa per investimenti delle amministrazioni e degli enti pubblici. La dotazione del Fondo è stabilita in 400 milioni di euro. Di questi, 120 milioni di euro sono dedicati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. La seconda quota da 168 milioni di euro riguarda le esigenze progettuali relative a opere da realizzarsi nelle aree depresse del territorio nazionale. La terza quota, fino a 28 milioni di euro, è per le spese comprese nel programma infrastrutture strategiche della legge Obiettivo. L’ultima quota, da 84 milioni di euro, non ha una riserva di legge ma può essere indirizzata in maniera diversa a seconda dell’effettivo utilizzo delle quote riservate.