
Un locale-cantina specializzato in etichette è stato oggetto di un delicato intervento di restauro conservativo che coniuga il rispetto dell’esistente con un concept studiato nei minimi dettagli. Incastonata all’interno di uno degli edifici medievali che si affacciano sulla via Centrale di Brunico, la bottiglieria Harpf prosegue e rinnova una tradizione familiare di vendita al dettaglio che risale ai primi del Novecento.

Su una superficie di 170 metri quadrati il locale offre al pubblico un’ampia selezione di vini, distillati, birre da tutto il mondo, insieme a prodotti alimentari scelti. Il locale, dal 1919 in mano alla famiglia Harpf, è stato da sempre un negozio di vendita al dettaglio: panificio, mescita vini e generi alimentari e l’intervento, che ne stravolge il concept e gli spazi, restringe il campo di vendita specializzandosi in prodotti di alta gamma. È dello studio Monovolume, con la collaborazione di Raumstory per il concept e l’interior design, la firma del progetto di riqualificazione dei locali.
L’obiettivo del progetto è stato quello di creare un luogo che andasse al di là della semplice funzione commerciale, elevandolo a spazio di incontro e di scambio culturale. Il locale in cui si sono trovati a operare era in realtà composto da due ambienti con caratteristiche molto diverse: se sul fronte che si affaccia sulla strada pedonale il locale era sempre stato adibito a negozio, il retro ospitava invece da tempo un’autorimessa.

«Un’architettura intelligente e un design audace che reagiscono al loro ambiente approfittando delle sue caratteristiche. È questa l’idea di base che scorre in modo costante come un filo rosso attraverso l’intero progetto e che in un certo modo rappresenta il marchio Monovolume». Patrik Pedó e Jury Anton Pobitzer, studio Monovolume
Uno spazio architettonicamente interessante, in parte voltato e in parte coperto da un soffitto ligneo, che negli anni aveva subito interventi e piccole modifiche di tipo funzionale. Qui la quota di calpestio era notevolmente inferiore rispetto al resto degli ambienti, e tale dislivello era stato risolto con una sorta di pedana in legno sorretta da una struttura di quasi un metro di altezza.

Per poter dare continuità ai due ambienti, una volta smantellata la vecchia struttura, gli architetti hanno ripristinato il livello originale e studiato un pavimento che prevede due zone rialzate, risolte con due pedane in legno semicircolari, che sottolineano come due podi la presenza di due famiglie di prodotti, quella dei superalcolici e quella delle birre.

Il resto del locale è stato pavimentato con una resina gettata in opera impregnata con prodotti naturali la cui formula è stata studiata ad hoc per l’intervento. Anche l’involucro è stato riportato, ove possibile, allo stato originario, con l’intenzione di lasciarne a vista i materiali di costruzione: mattoni, pietra e il solaio ligneo.

La resina posata sul pavimento della zona posteriore del locale proviene dalla ricerca Ipm Italia, azienda specializzata nella formulazione, produzione e posa di rivestimenti in resina e pavimentazioni industriali hi-tech in calcestruzzo. Daniela Penati, responsabile marketing dell’azienda, illustra più nel dettaglio le caratteristiche del prodotto: «Mair Kg, che collabora da oltre vent’anni con Ipm Italia, ha scelto come migliore risposta alle necessità del progetto una malta cementizia, additivata con i formulati Ipm Italia Aquatec 690 e Aquatec Pu e successivamente levigata. Entrambi i prodotti vengono utilizzati per le finiture dei sistemi decorativi e soprattutto dove vengano richieste le proprietà di trasparenza e di resistenza ai raggi Uv. Inoltre, peculiarità di tutti i prodotti dell’intera linea Aquatec è l’essere composti da formulati resinosi epossidici, idrodispersi, dalle eccellenti caratteristiche di traspirabilità, a zero emissione Voc, mantenendo inalterate le proprietà di durezza superficiale, facilità di applicazione e la totale assenza di odore». Il reparto di ricerca e sviluppo di Ipm Italia lavora infatti costantemente per realizzare prodotti sempre meno impattanti e a zero emissione di Voc nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute degli operatori. Tale impegno e tale filosofia, spiega Daniela Penati, «sono ciò che rendono la scelta di utilizzare i formulati a marchio Ipm Italia una scelta più responsabile, ideale per coloro che operano nel rispetto delle regole del Green Building, e che vogliono garantire qualità ed efficienza dei risultati». Daniela Penati, direttore marketing Ipm Italia
Tutto lo spazio, oltretutto oggetto di tutela da parte della Soprintendenza, è stato oggetto di un delicato intervento di ripristino conservativo a opera di un restauratore. Qui, grande attenzione è stata posta anche nel posizionamento degli impianti per l’aria calda e fredda, che per impossibilità di tamponare con un controsoffitto il solaio in legno, sono stati inseriti all’interno di due condotti metallici a vista.

Per creare un collegamento tra il retro e la zona su strada, si sono rese necessarie alcune modifiche in pianta, che hanno riguardato lo spostamento di setti non portanti e la definizione di un nuovo ampio corridoio di collegamento a discapito dell’ingresso privato laterale con la scala che porta all’appartamento del piano superiore.

La resina impiegata nella parte posteriore del locale è stata posata dall’azienda Mair, che è anche il rivenditore di zona di questo prodotto. Un’azienda altamente specializzata che da quasi venticinque anni opera nel settore dei pavimenti industriali e dei rivestimenti in resina sintetica di ogni genere lavorando a stretto contatto con i progettisti. «Siamo in grado di soddisfare i severi requisiti delle strutture soggette alla tutela dei monumenti grazie a linee di pavimento naturali, ideate internamente dall’azienda, che abbiamo impiegato in contesti di pregio quali castelli, chiese, musei ma anche in residenze private. Nel caso della bottiglieria Harpf si tratta di un cemento dotato d’inerti speciali levigato in sei o sette strati con diamanti e impregnato con prodotti naturali. Un prodotto dalla composizione speciale, formulato espressamente per questo intervento». Gert Mair, titolare della Mair Kg Sas
Quest’area, “Harpf & Friends”, collegamento immaginario tra il cibo della prima sala e le bevande della seconda, è una piccola biblioteca specializzata e una zona di sosta per la degustazione.

In questo modo si è creata una continuità tra due ambienti ampli, volutamente diversi, dove tale diversità diviene elemento distintivo e caratterizzante anche per la clientela: nei locali aperti sul fronte principale dedicati all’esposizione dei prodotti alimentari, il pavimento originale in cotto è stato mantenuto dove possibile e integrato con elementi nuovi dalle caratteristiche simili, mentre predomina il candore delle pareti intonacate e tinteggiate di bianco.
Qui la fonte d’ispirazione è il negozio di commestibili di una volta e i materiali degli arredi ne recuperano le atmosfere: legno e maiolica realizzata su disegno da artigiani locali.

I pochi metri di rampa che conducono alla zona retrostante del locale introducono in un ambiente che ricorda a tutti gli effetti una cantina. Ed è qui, infatti, che sono esposte le bottiglie, lungo il perimetro del locale, con una zona centrale rialzata per la degustazione e il relax.