
Nella campagna friulana una residenza modernissima dall’impianto semplice nasconde un’anima in legno e punta tutto sul risparmio energetico.
Non tutto è come appare e Casa Pls ne è un esempio. Progettata dallo studio veneziano Corde Architetti Associati, questa villa monofamiliare, realizzata a Roveredo in Piano (Pn), nasconde una struttura in legno lamellare dietro a un’apparenza di solida muratura in c.a; rivisitata, certamente, basta soffermarsi sul fronte principale, con la sua falda unica e le ampie superfici vetrate che la rendono in gran parte trasparente.
L’idea di progetto
«Il progetto, nel suo rapporto tra tecnica, funzione e forma, ha l’obiettivo di determinare nuovi standard nel costruire, ridefinendo forme preesistenti e primitive (archetipi) in chiave contemporanea. In un lotto di forma quadrata inserito nella campagna friulana e perfettamente orientato nella direttrice nord-sud è stata costruita, in classe energetica A, una casa realizzata con sistema costruttivo in legno lamellare su platea in cemento armato. Una costruzione in legno che non vuole svelare la sua natura costruttiva» Corde Architetti Associati


La villa sorge su un lotto di forma quadrata e si sviluppa a partire da una pianta rettangolare: sono le distanze minime dai confini a determinare la forma del sedime dell’edificio, sviluppato per circa 180 metri quadrati al piano terra e per 60 metri quadrati nel sottotetto. E fin qui nulla d’insolito.

Il gesto che scompone le tradizionali regole del costruire e che poco si avvicina ai canoni delle costruzioni in legno è lo slittamento della trave di colmo, che viene disposta in posizione diagonale rispetto alla base rettangolare del sedime. Travi di bordo e di colmo in legno lamellare si sviluppano dunque sostenendo il tetto, una copertura definita dagli stessi progettisti un “leggero lenzuolo bianco”.

La rotazione del colmo comporta interessanti conseguenze formali, ma soprattutto risponde alle richieste della committenza: il prospetto della casa si solleva a sud-ovest per dialogare con il verde prospiciente, e si abbassa nella zona notte, più riparata. Allo stesso modo, i progettisti sono capaci di trasformare ragioni urbanistiche in scelte precise progettuali: le terrazze, inizialmente necessarie a svuotare il volume dell’abitazione, diventano un’opportunità di conferire maggior trasparenza agli interni.

Gli ambienti si dispongono secondo una logica che segue l’orientamento del lotto: una zona notte protetta a nord e una zona giorno aperta verso il giardino a sud e ovest, la cucina a est per godere della luce del mattino, in un continuum di spazi connessi al sottotetto da una scala elicoidale in cemento che, con la sua particolare forma, fluidifica la connessione tra i due ambienti living, quello pubblico al piano terra e quello più privato al primo piano.

La scala autoportante elicoidale prodotta da Rizzi è bianca come il resto dell’involucro, con i gradini rivestiti dallo stesso legno di castagno del pavimento. La posizione centrale e la forma sinuosa la rendono protagonista indiscussa dell’ambiente, anche dall’esterno grazie alle ampie vetrate della zona living.

Grande attenzione viene rivolta alla progettazione “green”: come spiegano i progettisti, «il benessere interno è garantito, oltre che da un perfetto isolamento, anche dai raggi solari che, durante l’inverno, ne riscaldano l’interno penetrando dentro la casa lungo il loro basso percorso sulla linea dell’orizzonte; d’estate al contrario, quando i raggi si trovano allo zenit, lo sporto di gronda e gli spalloni proteggono lo spazio interno dal calore del sole.

L’azione combinata di tecnica e forma fa sì dunque che la casa possa abitualmente scaldarsi d’inverno con il solo camino e raffrescarsi d’estate grazie al basso sfasamento tra interno ed esterno, senza ricorrere alla pompa di calore.». Tutto concorre a ridurre al minimo il debito energetico della casa: fotovoltaico, solare termico, termoaccumulo, pompa di calore, camino, vasca di recupero dell’acqua, ventilazione meccanica controllata.

Il fabbisogno termico è garantito dal riscaldamento a pavimento e da un impianto ad aria canalizzata per il condizionamento, che in prossimità della facciata strutturale, attraverso una lama d’aria, abbatte l’ingresso del calore verso l’interno.
I progettisti
Un approccio artigianale

Corde architetti associati è uno studio d’architettura fondato nel 2003 da Alessandro Santarossa e Giovanni Scirè Risichella nel porto industriale di Venezia. Nei primi dieci anni di attività ha sviluppato progetti pubblici e privati a diverse scale, dal disegno industriale alla progettazione d’interni, dall’architettura alla ricerca urbana. «Studio di piccole dimensioni, utilizziamo un approccio al progetto di tipo artigianale, che assegna la stessa importanza alla fase di progetto, alla sua rappresentazione e alla realizzazione» Alessandro Santarossa e Giovanni Scirè Risichella, progettisti di Corde Architetti Associati
Il produttore
Una scelta di nicchia

Rizzi è un’azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e posa in opera di scale, in particolare nel segmento delle elicoidali di ultima generazione con una gamma completa nelle tipologie acciaio, legno e cemento armato. Frutto di un mix di design, tecnologia e alto artigianato, Rizzi intende la scala come un elemento architettonico protagonista degli interni, e per questo il suo naturale interlocutore è il mondo degli architetti e dei professionisti dell’arredo in generale. Enrico Rizzi, terza generazione alla guida dell’azienda, ha fatto una scelta di mercato precisa, puntando su estetica e qualità: «Abbiamo deciso di spostare la battaglia con la concorrenza dal prezzo alla qualità, e sta funzionando. La forza di questo tipo di scala sta nel disegno, nell’estetica dell’oggetto». E lo dimostrano i numeri: più del 90% dell’offerta aziendale si concentra sulle scale elicoidali, mentre solo una piccola parte continua a lavorare con prodotti più tradizionali. «È una scala, soprattutto quella in cemento, che può essere personalizzata, e per questo spesso sono i progettisti stessi che ci propongono ai loro clienti e ci fanno pubblicità». Enrico Rizzi, titolare di Rizzi S.a.s.
Il distributore
La delocalizzazione come strategia

Paolo Ceschia è il titolare della rivendita che porta il suo nome, un riferimento nel Triveneto, in attività da oltre vent’anni. Un punto vendita operativo con una strategia di espansione capillare sul territorio attraverso rivenditori associati, per evitare ai clienti di percorrere lunghe distanze. Dunque non una grande superficie espositiva, ma tanti piccoli showroom decentrati, dove l’attenzione al cliente è prioritaria. Gli interlocutori principali sono i progettisti e il cliente finale, come spiega il signor Ceschia: «La nostra mission è quella di cercare insieme al cliente la soluzione ottimale a una sua richiesta. Per questo motivo diamo molta importanza al colloquio preliminare, dedicando a questo incontro uno spazio apposito, all’interno dello showroom, dove, oltre a cercare di soddisfare le necessità del cliente, stabiliamo un contatto basato sulla fiducia». Con i progettisti il tipo di collaborazione è diverso: «Ci proponiamo come supporto tecnico e in più offriamo assistenza in cantiere nel rapporto con le maestranze. Per noi garantire una corretta posa in opera è fondamentale». Un plus senz’altro molto apprezzato dai professionisti. Paolo Ceschia, titolare di Ceschia
L’artigiano
Specializzazione: scale elicoidali in cemento
