L’obiettivo di questo salotto, realizzato all’interno del secondo congresso nazionale di Sercomated, è stato anzitutto quello di far capire cosa sia il BIM e quanto avanti siano già alcuni progetti in materia. Non si tratta di una novità legata a una moda passeggera, ma di un vero e proprio cambio di paradigma che oggi sembra confinato nelle grandi opere e ancora solo in qualche Paese che non sia l’Italia, ma questa è una visione miope perché il BIM può davvero diventare lo standard delle costruzioni e quindi tutti, volenti o nolenti, dovranno parlare questa lingua. I distributori di materiali edili hanno quindi la grande opportunità di essere percepiti come un BIM fisico dove vedo e tocco con mano le soluzioni e i materiali proposti. Anche in questo caso, per non perdere o vanificare l’occasione, sarà importante che tutte le parti coinvolte lavorino in modo sinergico, quindi industria, distribuzione, progettazione e realizzazione insieme per sfruttare e cavalcare l’enorme potenziale che il BIM si porterà appresso.
Alberto Pavan ha presentato il progetto INNOVance di cui è responsabile scientifico. Il progetto INNOvance punta a creare la prima banca dati nazionale contenente tutte le informazioni tecniche, scientifiche ed economiche utili alla filiera delle costruzioni. Il sistema favorirà l’integrazione di tutti i soggetti del processo costruttivo per eliminare le incomprensioni che generano inefficienze. Il progetto INNOVance coinvolge 16 partner e si propone di creare:
- un codice univoco per prodotti, servizi, attività e risorse impiegate;
- una scheda tecnica standardizzata che metta in relazione gli attori del processo edilizio;
- un portale WEB che permetta agli utenti di usufruire delle informazioni codificate in ogni fase della produzione edilizia.
All’interno del processo del BIM, afferma Pavan, si va a inserire perfettamente la figura del distributore di materiale edile purché in grado di dare tutti quei servizi a valore aggiunto quali logistica, assistenza, formazione, messa in opera e post vendita.
«Il digitale – spiega Pavan – è già una realtà, è già tutto interno a noi, è un mondo fatto anche di servizi, basti pensare ad Airbnb che non è proprietaria di nemmeno uno degli appartamenti che si trovano in affitto sul portale.
Il BIM è una libreria che cataloga prodotti con tutte le informazioni possibili esistenti (addirittura da 3 a 400 campi da compilare per ogni articolo) dalla messa in opera al tipo di manovalanza più idonea alla sua posa, fino alla manutenzione».
Il BIM sarà quindi il futuro, se non già il presente dell’edilizia e lo testimonia anche l’interesse dei grandi produttori, come Saint-Gobain che sta dedicando tempo, risorse e investimenti alla creazione di una libreria BIM di tutti i suoi prodotti, come raccontato da Francesca Bertoli, advocacy specialist di Saint-Gobain.
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